Coronavirus nCov-2019

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L’origine

Verso la fine di dicembre del 2019 nella città di Wuhan in Cina vengono registrati dei casi di pazienti affetti da polmonite la cui causa è sconosciuta.

Tra l’11 e il 12 gennaio ricercatori cinesi hanno isolato e sequenziato l’RNA del virus e condiviso nelle banche dati internazionali GeneBank e GISAID. Dal sequenziamento emerge che buona parte del genoma di 2019-nCoV (circa il 70%) è uguale al genoma di SARS-CoV.
Il 22 gennaio viene pubblicato su il Journal of Medical Virology un rapporto con l’analisi genomica di 2019-nCoV. Sempre nello stesso articolo viene fatta presente che questo tipo di modificazioni genomiche sono compatibili con uno spillover (salto di specie) da pipistrello a serpente e successivamente all’uomo ma al momento non ci sono certezze, anzi.

Genoma di 2019-nCoV sequenziato

Spillover

2019-nCoV mostra elevata somiglianza a un gruppo di beta Coronavirus isolati da pipistrelli il che è plausibile essendo i pipistrelli un ottimo serbatoio ed essendo i pipistrelli implicati in altri fenomeni di spillover come nei casi di SARS, MERS ed Ebola.

Perché i pipistrelli si prestano facilmente a fenomeni di spillover? Una risposta potrebbe essere la loro capacità di essere relativamente prolifici, muoversi in gruppo e di nutrirsi del sangue di altri animali, cosa non troppo prudente; inoltre in Cina mangiare pipistrelli è normale e sono venduti al mercato accanto ad altri animali vivi.

Per quanto riguarda i serpenti la questione è più complessa. Solitamente il vettore intermedio nei casi di spillover di Coronavirus è rappresentato da un mammifero il che rende l’ipotesi serpente debole; nel caso della SARS il salto di specie avvenne da pipistrello a zibetto (mammifero) a uomo; nel caso di Ebola il virus passò da pipistrello a scimpanzé (mammifero) a uomo. Questi precedenti non rafforzano l’ipotesi di un passaggio intermedio attraverso il serpente. Inoltre i serpenti sono animali difficili da infettare e non hanno elevate capacità di trasmettere la malattia a molti individui della stessa specie.

Trasmissione e mortalità


Verso la fine di gennaio sono stati accertati due punti: il virus è trasmissibile da uomo a uomo e il periodo di incubazione può variare da 1 fino a 14 giorni.

Il secondo dato ci indica come un soggetto infetto può non presentare i sintomi per due settimane quindi può non sapere di essere malato e allo stesso tempo essere capace di infettare altre persone per un lasso di tempo relativamente ampio (anche se la trasmissione del virus da parte di un paziente asintomatico è abbastanza raro).

La capacità di trasmissione di un agente patogeno è definita come R0. Al momento l’articolo più prestigioso riguardo la capacità di trasmissione del coronavirus è firmato dal Lancet che suggerisce un valore R0 a 2019-nCoV compreso tra 3,6 e 4 cioè per ogni persona contagiata ne vengono contagiate altre 4 circa, che è un valore elevato ma non elevatissimo; per avere un elemento di paragone R0 dell’influenza è 1,3 mentre R0 del morbillo va da 12 a 17.

Per abbassare R0 al momento si pongono in quarantena fino a 14 giorni gli individui infettati e si diminuiscono gli scambi tramite aereo. Indicazioni per cittadini dell’Europa sono lavarsi bene le mani anche per oltre 20 secondi sotto lacqua, starnutire a livello del gomito e non toccarsi le mucose con le mani sporche.

Un indicatore per capire la gravità di un agente patogeno è la letalità cioè la quantità di pazienti che muoiono rispetto alla totalità di persone infette. Le prime stime parlano di un tasso di letalità pari al 3%.

C’è la probabilità molto elevata che al momento i malati di 2019-nCoV siano stati contati al ribasso nel senso che noi consideriamo pazienti affetti solo coloro che presentano i sintomi e che si rivolgono all’ospedale.

È possibile che molti infetti siano in fase di incubazione (di ben 14 giorni) o che alcuni non si rivolgano al medico sospettando un semplice raffreddore o malessere passeggero quindi probabilmente il dato della mortalità andrà diminuendo leggermente. Per avere un riferimento il livello di letalità di SARS è del 10%, di MERS è del 35% e di Ebola è del 60%.

Solitamente la letalità di un virus che ha appena effettuato lo spillover è elevata. Questo per motivi biologici; un organismo abituato da centinaia di anni allo stesso virus è capace col tempo di adottare sistemi di difesa utili a non morire anche se viene a contatto col virus; inoltre è a vantaggio del virus non uccidere velocemente l’organismo ospite infatti i virus evoluzionisticamente selezionati sono quelli capaci di proliferare senza causare la morte dell’ospite in pochissimo tempo, utile (l’ospite) sia come serbatoio che come mezzo per infettare altri individui.

Questo quadro cambia nel momento in cui un virus abituato a un determinato organismo si trova davanti a un organismo completamente diverso che non è mai evoluzionisticamente entrato in contatto col virus. In questo caso il virus può rivelarsi velocemente letale. Questa aggressività generalmente diminuisce col passare del tempo.

Al momento non sono disponibili né cura né vaccino. Si sta provando a capire se gli attuali retrovirali usati per altri virus simili sono efficaci contro 2019-nCoV.

In Italia


Il 2 febbraio 2020 Roberto Speranza, ministro della salute, ha annunciato in conferenza stampa che il virus è stato isolato presso l’ospedale Spallanzani di Roma. Prima di loro in Europa ci erano già riusciti i francesi dell’istituto Pasteur di Parigi che hanno isolato il virus il 22 gennaio e sequenziato il genoma il 29 gennaio.

I ricercatori dello Spallanzani hanno pubblicato in relazione allo studio di 2019-nCoV un articolo sul Journal of Medical Virology in cui si fa riferimento all’albero filogenetico e alla similitudine genetica col virus della SARS ma che analisi strutturali hanno rilevato che sono presenti mutazioni in “spike glycoprotein” e “nucleocapsid protein”.

Sequenziare il genoma del virus in ogni singolo Stato è una procedura normale e standardizzata. Permette di capire quali sono le proteine più stabili e che cambiano meno rapidamente sulla superficie del virus.

Sono proprio queste proteine stabili il bersaglio di una possibile terapia o vaccino in quanto se una proteina viene espressa solo in alcuni ceppi di virus o viene espressa però con delle leggere modifiche dallo stesso virus risulta inutile produrre un farmaco che abbia come target una proteina che potrebbe già essere mutata.

Un altro motivo della condivisione di queste informazioni nella comunità scientifica è la possibilità di capire se in determinate aree del mondo ci sono ceppi più aggressivi che quindi dovrebbero indurre il governo ad aumentare i controlli e misure di sicurezza.

l’Italia ha stanziato 5 milioni per contrastare il propagarsi della malattia adottando delle misure per evitare il contagio. Al momento sono presenti sul territorio italiano due pazienti accertati affetti da 2019-nCoV che sono stati messi in quarantena e isolati.

In Cina

Il presidente cinese Xi Jinping ha ammesso delle colpe nella comunicazione della malattia alla popolazione e nella gestione dell’emergenza. Ha richiesto l’aiuto dell’Europa che si è adoperata nel procurare materiale sanitario richiesto dalle autorità cinesi.

Il governo cinese ha pubblicamente reso noto che in questi giorni non ha ricevuto aiuto dall’America (con la quale era in corso una guerra commerciale a colpi di dazi) ma anzi accusa gli USA di aver fatto terrorismo psicologico nella popolazione controproducente alle azioni sanitarie cinesi.

Nei prossimi mesi è prevista una flessione dell’economia cinese che probabilmente l’America ha tutta l’intenzione di cavalcare e alimentare per arrivare più forte al tavolo delle trattative doganali dopo l’emergenza virale.

A Hong Kong gran parte dei medici ha indetto uno sciopero con lo scopo di ottenere un blocco completo dei rapporti con la Cina finché l’emergenza non sarà sotto controllo. Hong Kong è stata una delle città più colpite dall’epidemia di SARS il cui epicentro era in Cina.

I sintomi non sono dissimili da quelli di una influenza.

Nel mondo

La World Health Organization ha dichiarato il Public Health Emergency of International Concern (PHEIC). Una misura le cui procedure sono state definite nel 2005 a seguito dell’epidemia di SARS.

Non è una dichiarazione vincolante effettivamente per gli altri stati ma è una sorta di campanello d’allarme che invita i singoli stati a promuovere azioni per contrastare la malattia e a favorire la coordinazione scientifica fra gli Stati. Al momento le uniche emergenze PHEIC all’attivo sono per l’epidemia di polio e di ebola.

La WHO ha inoltre prodotto una serie di grafiche con informazioni generali sulle indicazioni e regole da seguire. In realtà queste sono norme di igiene elementare che dovrebbero sempre essere eseguite ma in questo periodo valgono più che mai.

Mascherina sì o no?

Le mascherine sono inutili se usate per proteggere se stessi dall’infezione. Le mascherine sono un presidio medico, hanno delle uscite laterali, non c’è un filtro che raccoglie le impurità esterne; sono utilizzate dai medici e dal personale in servizio per evitare di versare sostanze come saliva e muco che possono accidentalmente cadere durante un intervento. Nonostante ciò la psicosi ha indotto molte persone a comprare mascherine che in questi giorni hanno avuto un aumento dei prezzi vertiginoso.

Comprare da Aliexpress è sicuro?

Fondamentalmente di 2019-nCoV ad oggi si sa ancora poco quindi possiamo basare la nostra risposta ai dati che possediamo sui coronavirus molto simili a 2019-nCoV, cioè MERS e SARS. Questi ultimi non hanno una elevata capacità di resistenza al di fuori di una cellula ospite quindi quando si trovano all’esterno resistono per pochi minuti. I pacchi che vengono inviati dalla Cina invece solitamente rimangono stipati per settimane.

Al momento sembra che la modalità di contagio interumano sia tramite aerosol e contatto diretto quindi le probabilità che il contagio avvenga tramite oggetti inanimati stipati per settimane sia molto bassa se non nulla. Data la natura sconosciuta del virus non è possibile pretendere che questi dati siano certi ma sono molto plausibili considerate le nostre conoscenze su virus simili.

Mangiare in un ristorante cinese è sicuro?

Per quanto riguarda il coronavirus quest’ultimo non si trasmette tramite il cibo. Inoltre molto spesso i ristoranti di sushi presenti Italia non si riforniscono dalla Cina ma hanno fornitori italiani o europei. In generale i controlli sugli alimenti in Europa e soprattutto in Italia sono i migliori al mondo quindi non c’è da preoccuparsi.

L’unico fattore di rischio razionale per contrarre il coronavirus è venire a contatto con gente che è stata in Cina negli ultimi 15 giorni indipendentemente dalla loro nazionalità.

Il virus è stato creato in laboratorio?

Tra le tante figure turbocapitalistiche che stanno diffondendo la falsa notizia che il virus sarebbe stato creato in laboratorio ci sono Diego Fusaro e Fabio Massimo Castaldo.

La fake news trova origine nella intervista fuorviante rilasciata da Dani Shoham, un ex ufficiale dei servizi segreti israeliani (c’è sempre un ex ufficiale dei servizi segreti israeliani in ogni fake news che si rispetti) per il giornale Washington Times notoriamente poco affidabile e da non confondere col Washington Post molto più attendibile.

La teoria complottistica afferma che il virus sarebbe fuggito per sbaglio da un laboratorio segreto nei pressi di Wuhan. In effetti nei pressi di Wuhan esiste davvero un centro di ricerca su virus e batteri con livello di sicurezza massimo (4) chiamato National Bio-safety Laboratory.

In questo laboratorio cooperano scienziati di nazioni diverse come Francia, USA e Australia quindi risulta decisamente assurdo pensare che degli scienziati cinesi possano isolarsi dagli altri e condurre esperimenti segreti durante l’orario di lavoro di colleghi internazionali.

Lo stesso Shoham ha inoltre dichiarato che “ad oggi non c’è alcuna prova che ci sia stato un incidente” e che “l’intero contagio potrebbe avere ovviamente una origine naturale”.

La cosa che più mi rattrista è che questa tesi complottista sia stata ripresa da diverse testate e telegiornali molto famosi come Tgcom24 nella persona del direttore stesso, Paolo Liguori in data 25 gennaio. Altri esempi sono Il MessaggeroLiberoTpi e Il Giornale.

Fattore che rende completamente irrealistica l’ipotesi complottistica è che 2019-nCoV non ha le caratteristiche di un virus-arma. 2019-nCoV ha elevata trasmissione e bassissima mortalità. Un’arma biologica deve avere esattamente le caratteristiche opposte.

Conclusioni

Alla fine della storia, questa è una situazione preoccupante o meno? Il coronavirus in sé è relativamente preoccupante avendo una mortalità del 3% ed avendo moltissimi Paesi avviato procedure avanzate di contenimento.

Il problema preoccupante è che negli ultimissimi anni ci sono stati diversi casi di virus che hanno effettuato lo spillover come H1N1, H7N9, SARS, MERS, Ebola e adesso 2019-nCoV.

È necessario agire alla radice del problema aumentando i controlli sul mercato di animali vivi e altre attività umane che possono predisporre a futuri spillover.

Nel futuro non è improbabile che un virus a elevata trasmissione possa ricombinarsi con un virus a elevata mortalità. Fino ad ora non è successo ma è uno scenario possibile.

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