Covid-19, la prova definitiva che non è stato creato in laboratorio

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La rivista Nature Medicine ha da poco pubblicato un articolo in cui viene effettuato lo studio sul genoma del SARS-CoV-2.

Kristian Andersen, dello Scripps Research Institute di La Jolla, autrice dello studio dichiara che il virus è figlio di processi naturali.

Il virus presenta sulla sua superficie una proteina caratteristica chiamata spike la quale attraverso un uncino molecolare chiamato porzione Rbd viene usata dal virus per legarsi al recettore Ace2 (implicato nella regolazione della pressione sanguigna) esposto sulla superficie della cellula umana.

Il legame tra Rbd e Ace2 è talmente aderente e forte (Rbd si incastra a perfezione con Ace2 ) che non può essere altro che il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell’ingegneria genetica (una branca che seppur oggi all’avanguardia presenta molte limitazioni in questo senso).

a) Mutazioni nei residui di contatto della proteina di picco SARS-CoV-2. La proteina spike di SARS-CoV-2 (barra rossa in alto) era allineata con i coronavirus simili a SARS-CoV-like e SARS-CoV stessi. I residui chiave nella proteina del picco che entrano in contatto con il recettore ACE2 sono contrassegnati con caselle blu sia in SARS-CoV-2 che nei virus correlati, incluso SARS-CoV (ceppo Urbani).


b) Acquisizione del sito di scissione polibasico e glicani O-linked. Sia il sito di scissione polibasico sia i tre glicani O-predetti adiacenti previsti sono unici per SARS-CoV-2 e non erano stati precedentemente visti nei betacoronavirus della discendenza B. Le sequenze mostrate provengono da NCBI GenBank, codici di adesione MN908947 , MN996532 , AY278741 , KY417146e MK211376 . Le sequenze di coronavirus pangolino sono un consenso generato da SRR10168377 e SRR10168378 (NCBI BioProject PRJNA573298 ).

La seconda prova definitiva riguarda l’ “ossatura ” delle molecole del virus, cioè se un tecnico di laboratorio volesse creare un virus da zero avrebbe bisogno del materiale genetico di altri virus conosciuti di partenza (backbone) per poi modificarli successivamente.

Questo studio rivela che la backbone di SARS-CoV-2 è molto diversa rispetto ai coronavirus conoscitui e ha molte somiglianze coi virus presenti nei pipistrelli e nei pangolini.

Al momento non è ancora chiaro se il nuovo coronavirus sia passato direttamente da pipistrello a uomo o sia passato prima dallo stesso pangolino o da altri animali come serpenti ad esempio.

Se ci dovessero essere novità scriveremo un articolo al riguardo.