Eparina, perché viene usata contro il coronavirus?

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L’eparina a basso peso molecolare ( LMWH low molecular weight heparin) è un farmaco anticoagulante.

Prima che avessimo a disposizione quest’arma importante si utilizzava eparina naturale con un peso molecolare variabile tra i 5000 e i 30000 Dalton. Le eparine di sintesi hanno un peso molto inferiore (tra 1000 e 10000 Dalton) variabile al variare della molecola presa in esame: enoxaparina, nadroparina, parnaparina, etc.

I vantaggi delle LMWH sono molteplici:

– la via di somministrazione è sottocutanea perciò sono autosomministrabili anche in ambiente       domestico mentre l’eparina classica andava somministrata per via endovenosa

– l’effetto è più prevedibile 

– minori effetti collatterali e con incidenza molto più bassa

– emivita maggiore che riduce le somministrazioni giornaliere

– la possibilità di un dosaggio “ad personam” visto la varietà di molecole in commercio

Le eparine a basso peso si legano all’antitrombina (AT). In questo modo bloccano la coagulazione e riducono il rischio di formazione di trombi. Il legame tra LMWH e AT è di breve durata ma anche una volta rotto l’ AT non riesce ad attivare la coagulazione perciò una singola molecola di eparina inibisce diverse molecole di AT.

Ma tutto questo cosa ha a che fare col SARSCov2?

Le LMWH sono state subito usate allo scoppiare dell’epidemia. Soprattutto nei pazienti con forme moderate o severe di COVID19 lo scopo era quello di ridurre le complicazioni dovute a tromboembolie.L’eparina tra l’altro ha anche attività antiinfiammatoria e anche questo meccanismo è utile contro il SARSCov2. Mentre inizialmente si son trattati solo pazienti ospedalizzati, in un secondo tempo, vista anche la facilità di somministrazione si è proceduto ad estendere il suo uso anche su pazienti trattati domiciliarmente anche associandola ad altri farmaci e ciò ha portato a una riduzione delle ospedalizzazioni.

All’aumentare della casistita ci si è accorti di un terzo meccanismo con cui le LMWH combattono il virus; il coronavirus avrebbe spiccata affinità per le molecole di eparina che quindi fungerebbero da falso bersaglio legandosi alle molecole di virus e riducendo la carica virale nel paziente trattato.

Rimangono ancora molte zone d’ombra però e in Italia sono in corso ben 12 sperimentazioni cliniche per dare risposta a queste domande:

-quale  sarebbe il dosaggio più corretto?

-quante somministrazioni giornaliere?

– tra le diverse eparine autorizzate e sperimentate quale garantisce  (sul coronavirus) i risultati migliori?

Ciò che a oggi è certo è che le LMWH non saranno l’arma definitiva contro il Virus ma possono avere e in parte hanno già avuto un ruolo importantissimo nel ridurre le complicanze legate al SARSCov2.