Runners e pericolo contagio

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Ormai è evidente quanto sia importante il distanziamento sociale per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus e la distanza consiglia è di 1-1,5 metri. Questo spazio ci rende sicuri se parliamo stando fermi ma, un esperimento condotto da scienziati dell’università di Eindhoven, ha  provato a mostrare cosa succede se camminiamo, corriamo o andiamo in bicicletta e quale distanza è da ritenere sicura durante queste attività.

L’esperimento è stato condotto in galleria del vento con stessi programmi usati per fare studi di aerodinamica. La camminata si è svolta a 4 Km/h, la corsa a 14,4 Km/h ossia al passo di 4 minuti e 10 secondi per chilometro (questo è il modo col quale misura la velocità un runner). 

Secondo lo studio a questa velocità un runner inizia ad andare in affanno e produce una quantità di droplet paragonabile a quella emessa con starnuti o colpi di tosse e logicamente la distanza a cui esse viaggiano supera il metro e mezzo. Il runner che corre dietro, seguendo perfettamente la scia, viene perciò investito da una nuvola di droplet che respirerebbe abbondantemente  durante l’inspirazione . La “nuvola” di droplet avrebbe massima concentrazione in 5 metri durante la camminata, in 10 correndo e in 20 metri andando in bicicletta.

I ricercatori però precisano che la nube può essere facilmente evitata da chi insegue spostandosi diagonalmente a 1,5 metri di distanza o affiancando chi corre davanti sempre rimanendo distanti 1,5 metri.

Le condizioni in cui è stato condotto l’esperimento sono situazioni teoriche difficilmente riscontrabili durante una vera corsa. Il primo punto che infatti inficia lo studio è la totale assenza di vento infatti non sappiamo se il vendo può allungare la scia rendendo la distanza insufficiente e o se al contrario ci sarebbe una diluizione della nube tale da rende la carica virale ininfluente.

La velocità poi è un parametro importante ma essendo il campione di runners studiati esiguo non sappiamo che sforzo sviluppano a quella velocità; per alcuni un passo di 4 minuti e 10 secondi per Km può essere un passo facile, quello che un runner definisce velocità di scarico, e la respirazione può essere facile emettendo una quantità di droplet di poco superiore a quella che si fa camminando; per altri lo stesso passo è una velocità che richiede sforzo e si emette molta saliva.

Essendo poi l’esperimento fatto al chiuso non si tiene conto dell’inquinamento atmosferico e, sappiamo bene, che il PM10 legandosi alla saliva consente alle droplet di viaggiare molto più lontano.

Rimangono perciò ancora molti punti da approfondire ma anche quando i runners , noi runner (chi scrive è un maratoneta)non saranno più visti come possibili untori e  si potrà fare attività motoria all’aperto, alcune precauzioni andranno prese:

Correre da soli e in luoghi poco affollati,aumentare la distanza da chi ci precede ricorrere a bandana o uno strumento protettivo che riduca la dispersione di saliva e, quando finalmente si tornerà alle gare, seguire la scia di chi ci precede non sarà proprio un’idea da furbetti.