Vitamina C contro il Coronavirus?

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Bè ragazzi è proprio il caso di dirlo: “what a time to be alive”. Ieri 11 marzo 2020 abbiamo assistito al dissing Dario Bressanini – Belen Rodriguez. Il divulgatore scientifico ha bacchettato la ballerina colpevole di aver condiviso delle storie su Instagram in cui faceva girare la fake news secondo la quale la vitamina C sarebbe utile come profilassi anti coronavirus.

Nell’audio diventato famoso una donna che non fornisce il proprio nome e la propria professione riferisce che negli ospedali più “impestati” sono arrivate direttive secondo le quali “è efficacissima la vitamina C sui pazienti già affetti da coronavirus” ed invita alla “assunzione di vitamina C anche a scopo preventivo” fornendo anche dosi specifiche e altre indicazioni nutritive associate a frutti, spremute e ad un integratore, il Cebion.

Al momento non ci sono evidenze scientifiche che supportano la teoria per la quale la vitamina C possa essere curativa o preventiva nei confronti di una infezione virale ha dichiarato Andrea Gori, direttore Malattie Infettive del Policlinico di Milano ai microfoni di Repubblica.

La azienda produttrice del Cebion, la Dompé farmaceutici, si è dissociata da questo audio Whatsapp che sta circolando e sta prendendo iniziative legali atte a difendere la propria reputazione.

Il ruolo della vitamina C come rimedio per raffreddore e malanni vari è una fake news persistente e tenace. Il problema è che i suoi fautori per avere presa e affermare questa idea nominano spesso Linus Pauling, premio Nobel che per primo gridò al mondo le capacità miracolose della vitamina C. Il principio di autorità fortunatamente è morto da tempo e la scienza sa benissimo che anche i premi Nobel possono sbagliare, come in questo caso. La comunità scientifica ha più volte ribadito che quelle millantate da Pauling erano solo sciocchezze ma molti continuano a lucrarci sopra.

L’approccio farmacologico attuale al momento si basa sulla somministrazione di 3 medicinali. In primo luogo si utilizza il kaletra, un antiretrovirale utilizzato in passato contro l’HIV, associato all’idrossiclorochina, un antireumatico. Successivamente in pochi casi selezionati si può decidere di somministrare anche remdesivr, un nuovo farmaco sperimentale testato e rivelatosi efficace in Cina.

Domani uscirà un articolo sui farmaci retrovirali in generale e su quelli contro il coronavirus.

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Buona quarantena e non dimentichiamoci di restare a casa.